“Sveglia, siamo arrivati a Sa Pa!”

E’ questo il primo ricordo sbiadito che ho tra queste montagne. Sono appena le 5 del mattino e fuori dal finestrino appannato dall’incessante pioggia riesco a vedere solo un desolato parcheggio vuoto.

Non abbiamo piani precisi per questa giornata e arrivando dall’afosa Hanoi i nostri vestiti corti e tropicali non sono affatto adatti a quest’inaspettato temporale di montagna.

Non mi sento pronto a scendere e lancio un rapido sguardo preoccupato all’altro lato del pullman, dove si trova Simone. Lui al contrario mio ha ancora gli occhi chiusi e non sembra particolarmente turbato dalla confusione del risveglio.

Neanche il tempo di riflettere che… “Potete continuare a dormire fino all’alba”, annuncia l’autista per la gioia di noi turisti presenti a bordo.

Passano pochi istanti, tiro il sottile plaid che ci è stato dato per il viaggio sopra il naso e mi riaddormento.

 

Il secondo risveglio è decisamente più piacevole.

 

Un sole abbagliante ha sostituito la pioggia e un terribile baccano proviene dall’esterno.

Mi affaccio. Due grossi occhi bruni incrociarono per un momento il mio sguardo. Completamente avvolto in quella che sembra una normale coperta di lana, il volto di un bambino spunta dalle spalle di una ragazza. Le sue gote sono rosse a causa del vento ma si mescolano perfettamente con il rosa del buffo cappellino di lana che porta sul capo.

Raccogliamo in fretta le nostre cose, recuperiamo le scarpe all’ingresso del pullman e finalmente scendiamo.

“Good morning” – ci accoglie la giovane ragazza vista poco prima sfoggiando un ottimo inglese e un tono di voce troppo alto per le mie orecchie a quell’ora del mattino – “Volete fare trekking sulle risaie?”.

Non so se per la bellezza del bambino che portava in grembo, per il tono di voce o semplicemente perché erano le parole che volevamo sentirci dire ma fin da subito siamo rimasti attratti da quell’offerta.

Nella concitazione della contrattazione osservo la ragazza per un attimo. Mi accorgo subito che è molto più giovane di quanto avessi creduto inizialmente. Il suo viso è paffuto e mostra i tipici lineamenti asiatici. Dopo pochi minuti di tira e molla, l’accordo è fatto.

Il suo nome è Ma Ma Chem e sarà ufficialmente la nostra guida e compagna di viaggio per i prossimi 2 giorni qui a Sa Pa.

 

Prima di cominciare il trekking, Ma Ma ci porta  al vecchio mercato di Sa Pa dove è possibile comprare tessuti e merci e incontrare persone provenienti tutte e 5 le tribù della zona.

Le più appariscenti sono sicuramente le donne Red Dao che indossano appariscenti copricapo rossi.

 

 

 

Dopo qualche chiacchiera al mercato e una sostanziosa colazione a base di noodles in brodo, il trekking ha finalmente inizio.

La via che percorriamo non è battuta dai turisti e solamente i rumori della natura ci accompagnano in questa avventura. Il piccolo sentiero fangoso si inerpica ripido sulla collina in mezzo a piantagioni di tè e foreste di bamboo.

 

 

Dopo 5 ore di cammino in salita, raggiungiamo finalmente la sommità. Da qui è possibile scorgere tutta la meraviglia della valle e delle sue famose risaie terrazzate.

Nonostante l’accumulo di nuvole in questo stretto corridoio naturale, ogni tanto il vento libera il cielo per qualche minuto e ci mostra uno splendore senza eguali.

La vista è mozzafiato: infinite strisce dorate definiscono i lineamenti sinuosi delle colline.

A maggio molte terrazze sono state appena seminate e sono ancora ricoperte di fango

 

Dopo aver costeggiato la valle in quota per molte ore, verso sera scendiamo per giungere al piccolo villaggio dove Ma Ma vive con suo marito, i figli e i suoceri. Durante il nostro tragitto ci imbattiamo in tantissimi bambini che giocano spensierati o che aiutano i genitori con i lavori nelle risaie.

 

 

La casa dove veniamo ospitati è estremamente spartana. I pavimenti sono in cemento grezzo e fango e l’edificio è costruito in legno. Nonostante questo sono presenti tutti i servizi basilari e riusciamo persino a farci una bella doccia calda prima di cena.

I nostri letti sono arrangiati nell’unica stanza isolata della casa, mentre Ma Ma con i suoi familiari dorme nello spazio comune che funge anche da salotto. La cena, modesta e caratteristica, è composta da noodles, verdure, pollo e funghi.

Ci sediamo al tavolo tutti assieme e condividiamo il cibo come fossimo un’unica famiglia

 

 

 

Dopo cena ci viene offerta quella che viene chiamata “Happy water”, una sorta di grappa locale ottenuta dal riso e inizia una sfida per chi riesce a berne di più.

Il sole ormai ha lasciato spazio al buio pesto ma l’atmosfera nella casa è più viva che mai.

Un’anziana signora amica di famiglia entra in casa e parlando in modo concitato inizia ad intagliare dei pezzi di carta davanti al fuoco.

E’ la sciamana del villaggio ed è qui per celebrare un rito molto importante.

Dopo qualche minuto di preparazione, si inginocchia di fronte ad un altarino presente in salotto (l’unico oggetto d’arredamento), e comincia un rito di preghiere e canti durante il quale getta continuamente a terra delle corna spezzate di bue attraverso le quali predice il futuro.

 

 

Pur non riuscendo a comunicare propriamente, veniamo a conoscenza del fatto che questo rito propiziatorio serve ad augurare fortuna ad una coppia di sposi che si sposerà domani mattina.

Alla fine del rito viene offerto in sacrificio un piccolo maialino. Per un momento, il silenzio della notte è spezzato dalle grida della povera bestia. Lo spettacolo è crudo, sebbene assolutamente normale in questo contesto rurale, ma la solennità del rito ci tranquillizza.

Qui ad ogni singola vita viene dato il giusto valore

Sfiniti e soddisfatti da questa prima lunga giornata di trekking andiamo a dormire con il sorriso. Non prima di esserci avvolti completamente nelle zanzariere per non correre il rischio di fare brutti incontri notturni.

ps. Ovviamente il giorno successivo ci siamo imbucati al matrimonio, dove abbiamo pranzato e brindato con l’immancabile Happy Water sotto enormi tendoni insieme ai commensali rigorosamente vestiti in abiti tribali.

 

Grazie a @tanzi_giacomo per le magnifiche fotografie e per il racconto di questa giornata che porteremo con noi per sempre

 

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